Non inviare e-mail di venerdì: negli Usa passaparola tra chi lavora nell'informatica
Una nuova singolare forma di protesta lanciata da 150 ingegneri dipendenti di alcune aziende americane
Una nuova singolare forma di protesta lanciata da 150 ingegneri dipendenti di alcune aziende americane. "Non spedite e-mail il venerdi'", sembrerebbe il nome della campagna che, stando ai primi comunicati stampa diramati dall’ANSA; sarebbe caldeggiata anche dalle stesse dalle aziende nelle quali lavorano i promotori dell’iniziativa.
Il problema sarebbe legato al fatto che, ricevendo molte e-mail, ed in particolare di venerdi, i dipendenti siano sostanzialmente costretti a lavorare anche nel fine settimana sottraendo tempo alla loro vita privata pur di riuscire ad evadere gli incombenti lavorativi.
Lo scopo dei promotori è certamente quello di agevolare la gestione della posta elettronica aziendale ad opera dei dipendenti. Ma c’è anche una componente più prettamente “umanitaria”. Scrive infatti il comunicato stampa «il progetto mira a ridurre il massiccio numero di e-mail, che intasano le caselle delle aziende, e anche e favorire i contatti tra i colleghi».
Di fatto i problema è, come sempre in tema di nuove tecnologie, aiutare i lavoratori ad alleviare le conseguenze dell’alienazione e della de-umanizzazione insita nei nuovi cicli produttivi dell’era digitale. «In molte aziende» ricorda la nota d’agenzia «le persone comunicano soprattutto via mail, senza parlarsi, sebbene lavorino vicine».
Una nuova singolare forma di protesta lanciata da 150 ingegneri dipendenti di alcune aziende americane. "Non spedite e-mail il venerdi'", sembrerebbe il nome della campagna che, stando ai primi comunicati stampa diramati dall’ANSA; sarebbe caldeggiata anche dalle stesse dalle aziende nelle quali lavorano i promotori dell’iniziativa.
Il problema sarebbe legato al fatto che, ricevendo molte e-mail, ed in particolare di venerdi, i dipendenti siano sostanzialmente costretti a lavorare anche nel fine settimana sottraendo tempo alla loro vita privata pur di riuscire ad evadere gli incombenti lavorativi.
Lo scopo dei promotori è certamente quello di agevolare la gestione della posta elettronica aziendale ad opera dei dipendenti. Ma c’è anche una componente più prettamente “umanitaria”. Scrive infatti il comunicato stampa «il progetto mira a ridurre il massiccio numero di e-mail, che intasano le caselle delle aziende, e anche e favorire i contatti tra i colleghi».
Di fatto i problema è, come sempre in tema di nuove tecnologie, aiutare i lavoratori ad alleviare le conseguenze dell’alienazione e della de-umanizzazione insita nei nuovi cicli produttivi dell’era digitale. «In molte aziende» ricorda la nota d’agenzia «le persone comunicano soprattutto via mail, senza parlarsi, sebbene lavorino vicine».



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