domenica 29 luglio 2007

"VAFFANCULO DAY" 8 Settembre 2007

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L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.

Beppe Grillo

Wikipedia sfida Google e Yahoo!

FONTE:www.lastampa.it

Il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales sfida Google e Yahoo! con l’annuncio che la sua società è pronta a lanciare un nuovo motore di ricerca, basato sul contributo degli internauti. Wales ha detto ad una conferenza a Portland, di fronte a una platea di esperti di computer, che la sua società, la Wikia, ha acquisito un sistema di avanguardia che dovrebbe rendere possibile creare un indice completo della rete. La notizia non stupisce forse più di tanto se si pensa alla svolta che c’era stata ad aprile quando l’enciclopedia online Wikipedia era riuscita a battere le agenzie di stampa tradizionali dando in tempo reale i dettagli della strage del Virginia Tech, con una trentina di morti.

Pochi mesi dopo, alla fine di giugno, l’annuncio della morte della moglie e della figlia di Chris Benoit, il campione di wrestling suicidatosi dopo averle uccise, era finita su Wikipedia prima che la polizia desse la notizia alla stampa. «Se riusciamo a ottenere buoni risultati nella qualità della ricerca -ha precisato il padre dell’enciclopedia- penso che potremo sovvertire i rapporti di forza che intercorrono tra le compagnie di ricerca e il pubblico... Forse mi sbaglio, ma mi sembra che questa sia la più probabile conclusione». Wikia, che si è impegnata a sostenere i siti con le stesse caratteristiche di interfaccia col pubblico di Wikipedia, ha progettato di creare un motore di ricerca ’apertò con l’ausilio di ’volontarì, esattamente come succede per l’enciclopedia, spesso attendibile, grazie anche ai meccanismi di controllo, sempre più efficienti. Wales è il fondatore sia di Wikia, che ha la sua sede a San Mateo, nel nord della California, sia di Wikipedia, l’enciclopedia online non commerciale cui possono contribuire tutti gli internauti e che è diventato uno dei siti più frequentati dell’intera rete.

Quella che Wales ritiene essere la sua idea più innovativa è affiancare gli algoritmi su cui si basa un motore di ricerca ad una enorme assistenza ’umanà. Saranno cioè tutti i collaboratori volontari del motore di ricerca a fornire quei perfezionamenti che consentiranno a Wikia -questo è almeno l’obiettivo dichiarato- di superare in efficienza i colossi di oggi.

giovedì 26 luglio 2007

Homepage di Google: l'azienda pensa di cambiarla. E alcune modifiche si possono già provare

Durante una conferenza stampa un portavoce di Google ha annunciato la volontà dell’azienda di effettuare un restyle della pagina principale.

Ha spiegato infatti che nella versione Hong Kong e Taiwan del motore di ricerca sono state apportate diverse modifiche grafiche a scopo di test, in modo tale da vedere il livello di gradimento degli utenti per poi decidere se espandere le modifiche anche alle altre versioni.

Sono state aggiunte diverse icone subito sopra la barra di ricerca, mentre subito sotto di essa c’è la vera sorpresa: icone che al passaggio del mouse si animano. Non ci credete? Provate!

Non si sa ancora se le modifiche saranno permanenti e se verranno allargate agli altri Paesi, come dice Google “fino ad ora, sono solo test

mercoledì 25 luglio 2007

Professionisti IT, chi si strappa i capelli?

FONTE:punto-informatico.it

Sono anni che gli aspiranti professionisti informatici, gli specialisti della tecnologia, gli ingegneri e gli aspiranti tali si sentono dire che il paese ha bisogno di loro ed anche ieri il concetto è stato ribadito in un convegno di alto profilo istituzionale, organizzato dal CNIPA e dalla Ragioneria generale dello Stato.

Nel 2010, è stato detto, serviranno almeno 21mila professionisti ICT in Italia, un mestiere che formalmente non esiste e di difficile riconoscibilità, con effetti diretti anche sulle remunerazioni. Eppure è di questo che l'Italia ha bisogno, secondo gli intervenuti al convegno: La qualità delle professioni informatiche nella Pa: una spinta per l'innovazione.

Una parte importante del fabbisogno di informatici arriverà dalla pubblica amministrazione, che non potrà che spingersi sempre più verso le tecnologie. Tecnologie che secondo il Ragioniere dello Stato Mario Canzio sono "di fondamentale importanza" ed anzi "strategiche per la gestione ed il controllo dei conti pubblici". L'esempio è quello dei dati finanziari della PA, che viaggiano ormai tutti attraverso sistemi informativi "che richiedono professionalità sempre più specialistiche in grado non solo di accompagnare i processi evolutivi, ma di guidarli".

Come si risponde a queste necessità? Con la formazione dei professionisti del futuro, un altro scoglio storico per l'Italia. In Europa, l'osservatorio di EITO stima che la formazione ICT sia un business colossale, pari ad almeno 650 miliardi di euro. In Italia si va sviluppando con una certa calma, anche attraverso formule come quelle sperimentate da CNIPA e Ragioneria sul sistema Eucip, European Certification of Informatics Professionals, che "classifica" 22 diverse posizioni nelle professioni informatiche. I dipendenti delle amministrazioni possono quindi fruire di una formazione e di un riconoscimento professionale in un progetto di formazione che Canzio, tra gli altri, ritiene "positivo".

Secondo Livio Zoffoli, presidente CNIPA, serviranno anche "profili di dirigenti innovatori, in grado di coniugare una solida professionalità giuridica con conoscenze di organizzazione, di gestione dei processi e di informatica, in grado di dialogare con competenza con gli esperti di tali discipline". Zoffoli ha ricordato i conti: "l'ignoranza informatica costa al Sistema Italia quasi 19 miliardi di euro l'anno", una stima di una ricerca AICA-SDA Bocconi.

Secondo Beatrice Magnolfi, sottosegretario all'Innovazione nella PA, "non ci può essere innovazione senza innovatori e quindi senza investimenti sulla formazione. Gli interventi formativi sono ancora più necessari nelle aree ICT, che richiedono un aggiornamento mirato e costante". Anche Magnolfi ha applaudito al ricorso ad Eucip da parte della Ragioneria dello Stato, e ha auspicato che "possa essere replicabile per tutte le altre amministrazioni, a livello centrale e locale".

martedì 24 luglio 2007

L'Africa sarà mai online?

FONTE:punto-informatico.it

Telefonia mobile in crescita e Internet che zoppica a cavallo di connessioni satellitari. Questo il quadro della connettività di un'Africa tutt'altro che omogenea, tracciato dal New York Times attraverso l'esempio del Ruanda.

La mappa della connettività africana mostra con chiarezza come siano l'area settentrionale e l'estremo Sud ad alzare la media continentale, facendola assestare su un 4 per cento scarso di persone collegate in Rete. Dati che collimano con quanto emerso da un recente rapporto BMI-TechKnowledge: regna il silenzio oltre la barriera del digital divide, edificata sugli abusi di operatori monopolistici, su infrastrutture vacillanti, sulla corruzione o sul lecito disinteresse di governi impegnati su altri fronti.

Quella disegnata dal NYTimes è un'Africa che deve l'unica sua connessione all'infrastruttura globale ad una dorsale che percorre le sue coste occidentali, per poi discostarsi dal continente nella zona Sud orientale. Un collegamento mancante che la Banca Mondiale sta tentando di colmare, non senza incappare in ritardi e nell'ostruzionismo dei governi locali, riporta Mail & Guardian Online.

Una situazione che fa temere che l'Africa possa non arrivare mai a fruire di Internet: i tempi per fornire un servizio paragonabile a quelli offerti nel resto del mondo continuano a dilatarsi, costringendo vaste aree del continente africano ad affidarsi alla lenta e costosa connettività satellitare, ad usufruire di una rete Internet e telefonica il cui 75 per cento del traffico interno viene fatto rimbalzare all'estero, moltiplicando spropositatamente il prezzo dei servizi.

È questo un contesto ben ritratto del Ruanda, stato dilaniato dalle guerre civili, privo di risorse naturali o di snodi commerciali che possano garantire le basi per lo sviluppo di un'economia tradizionale. Uno stato nel quale lo sviluppo delle TLC sarebbe determinante, potendo sperare solo in un'economia della conoscenza. Ma il Ruanda può vantare solo l'1 per cento di popolazione connessa, una percentuale estremamente bassa, imputabile innanzitutto a lacune di natura infrastrutturale, che contribuiscono a mantenere il costo dei servizi a livelli inarrivabili.
È vero che i prezzi della banda si sono ridotti rispetto al 2003, quando Internet era un servizio più che elitario, per i pochissimi in grado di spendere oltre settecento euro al mese. Ma i 65 Euro di canone mensile, 45 per il servizio wireless satellitare, restano una spesa che il ruandese medio non può permettersi di affrontare.

È questo il contesto in cui si è mossa Terracom, compagnia americana che nel 2003 aveva promesso di innervare il Ruanda di connessioni a banda larga. Una situazione complessa da gestire, soprattutto senza una conoscenza approfondita delle condizioni in cui versa il paese e senza una presenza costante sul territorio, che avrebbero consentito di stilare piani più realistici, invece che promettere di portare Internet presso centinaia di scuole senza essere informati riguardo alla diffusione della rete elettrica.

Una circostanza che ha portato a rettifiche dei piani, alla necessità di puntare sulla più redditizia telefonia mobile, ad accordi commerciali che hanno suscitato l'intervento punitivo del governo, a cui è seguita una gestione delle strategie più accorta e partecipe, accompagnata da sprazzi di ottimismo. Entro la fine dell'anno, in coincidenza con l'avvio del programma One Laptop Per Child, Terracom prevede di poter garantire l'accesso a Internet da tutto il territorio del Ruanda, mentre il governo sta stringendo accordi con le compagnie sudafricane per cablare in fibra il territorio nazionale, e dare una scossa ad una mercato stagnante.

Certo, come ammesso da Microsoft, le grandi aziende impegnate in ambiziose iniziative a sfondo filantropico non rinunciano alla componente del business. Le iniziative, spesso bollate come manifestazioni del più bieco imperialismo, si rivelano però un catalizzatore capace di innescare circuiti economici virtuosi. Stabilire connessioni e rapporti con tutto il mondo significherebbe, per molti stati africani, dotarsi dei mezzi per rendere più profittevoli economie basate sull'esportazione di prodotti da cui il Nord del mondo dipende, consentirebbe di vigilare sui prezzi in ambito internazionale e locale, stimolando la competitività. Offrirebbe anche alle più remote comunità rurali la possibilità di essere raggiunte da programmi di formazione e di telemedicina simili a quello illustrato da BBC, contribuirebbe a costruire e a dare voce ad una società civile.

giovedì 12 luglio 2007

Federico Salvatore, sei GRANDE...

martedì 10 luglio 2007

Posizionamento e indicizzazione su Google Italia: cambiate posizioni di numerosi siti web

FONTE : webmasterpoint.org

Da circa due settimane i posizionamenti su Google versione italiana di numerosi siti web sono cambiati drasticamente alcuni dei quali sono scomparsi proprio dalle serp e dai server di Google.


Da circa due settimane i posizionamenti su Google versione italiana di numerosi siti web sono cambiati drasticamente alcuni dei quali sono scomparsi proprio dalle serp e dai server di Google.

Molti responsabili di siti web hanno espresso sui vari forum di settore timori di penalizzazioni, ma la situazione è alquanto strana in quanto la maggior parte dei siti web che stanno avendo problemi di posizionamento non sembrano affatto utilizzare tecniche che possano provocare la penalizazione da parte di Google.

Tra l'altro alcuni di questi siti web ricompaiono nelle "vecchie" posizioni per uno-due giorni per poi di nuovo scomparire del tutto.

Inoltre un sito che abbia pesanti penalizzazioni da google non dovrebbe più comparire se viene cercato sul motore di ricerca con il suo nome e questi siti, invece, appaiono tranquillamente.

Diversi esperti hanno ricordato che nel periodo estivo anche ddell'anno scorso e del 2005 ci sono stati cambiamenti nelle serp di google, per poi, i siti senza "trucchi e inganni" ricomparire nelle ricerche.

E' naturale, inoltre, che ci siano degli alti e bassi nel posizionamento su Google, ma questa volta si parla di siti che hanno perso anche il 70% della propria utenza proveniente da Google e questo, soprattutto in Italia, significa, vista l'importanza di Google, una perdita di quasi ugual valore di utenti che visitano il proprio sito web.

Negli scorsi mesi Google aveva "penalizzato" siti di comparazione prodotti e servizi con pochi contenuti e con molti programmi di affiliazione, ma aveva precedentemente avvertito che avrebbe compiuto queste modifiche.

Per il momento non ci sono sono notizie nè ufficiali nè ufficiose di quanto sta accadendo sulle Serp di Google ed è anche probabile che tutto ritorni come prima per molti siti web.

Anche perchè gli stessi responsabili dei siti dicono di non aver ricevuto nessuna segnalazione di penalizzazione o problemi di indicizzazione delle proprie pagine web da parte di Google che attraverso il servizio " Google Webmaster" è solito segnare eventuali problemi e penalizzazini soprattutto le più gravi.

Google stesso, capendo l'importanza di dare un servizio sempre più completo a chi indicizza i siti web, ha affermato che sempre di più avrebbe comunicato e comuncherà problemi ed eventuali penalizzazioni ai propritari di siti web e ha invitato per una migliore indicizzazione a creare le site maps dei propri siti web ( mappe che sono diventato uno standard anche per gli altri motori di ricerca dopo un accordo con la grande G ).

Gli stessi responsabili tecnici di Google hanno, comunque, precisato che non è affatto semplice comunicara a tutti i proprietari dei milioni di siti web presenti eventuali problemi, ma la direzione intrapresa è proprio questa.

giovedì 5 luglio 2007

Firma digitale per sosituire tutte le password

Un team di ricercatori dell’Università di Glasgow ha sviluppato un nuovo sistema di autenticazione basato sul riconoscimento della propria scrittura manuale

Un nuovo software permette di evitare di ricordare tutte le password e i codici numerici utilizzati per accedere alle aree protette.

Con Dynahand l'utente anzichè utilizzare le password per loggarsi ai siti web, viene riconosciuto dalla calligrafia.

L’utente, in pratica, ad ogni sessione è chiamato a individuare, fra una serie di campioni numerici, quelli realizzati personalmente con una penna.
Per attivare un account Dynahand, infatti, bisogna spedire una serie di campioni della propria scrittura.

"È un sistema che si rivolge soprattutto alle persone anziane, che sanno bene quanto possa essere difficile ricordare ancora un’altra password", ha spiegato Karen Renaud, la computer scientist

martedì 3 luglio 2007

Arriva il virus parlante

Se il computer inizia a parlare dicendo che l'utente è stato infettato e i file sono stati eliminati non è una presa in giro: l'utente è stato colpito dal Trojan BotVoice.A. Questo nuovo codice maligno, rilevato dai Laboratori di Panda Software, utilizza il lettore di testi di Windows per pronunciare la frase:

"You has been infected I repeat You has been infected and your system files has been deletes.

(Sei stato infettato Ripeto Sei stato infettato e i tuoi file di sistema sono stati cancellati. Scusa. Buona giornata e arrivederci)

Questa dichiarazione viene replicata in continuazione, mentre il Trojan cerca di eliminare tutto il contenuto dell’hard disk. A volte, BotVoice.A potrebbe non riuscire a cancellare tutti i file del sistema. Comunque ciò non impedisce a questo tipo di malware di rendere il PC inutilizzabile, poiché modifica il Registro di Windows così da disabilitare i programmi installati sul computer e il task manager. Inoltre, blocca l’editor del Registro di Windows al fine di proteggere le sue azioni maligne.

Questo Trojan usa i soliti mezzi di diffusione: reti P2P, drive fisici di archiviazione, come chiavi di memoria USB, floppy disk o CD-ROM, e il download da parte di altro malware o da pagine web maligne.