Squillo di cellulare per evitare la telefonata: le compagnie telefoniche lo vogliono bloccare

Uno squillo è il classico "beep" intervallato di linea libera che si ode quando la chiamata sta avendo atto. Viene chiamato anche "trillo".
Tra i giovani (e ultimamente non solo), "fare uno squillo" è un modo per salutarsi, o per indicare qualcosa, come per esempio che i pensieri dell'emittente sono rivolti al ricevente. Consiste nel telefonare e riagganciare subito dopo il primo squillo, appunto. È diventata ormai una pratica comune dato il crescente uso dei telefoni cellulari, che rendono questa pratica particolarmente sensata, dato che il display mostra l'identificativo del chiamante.
Fare uno squillo è un modo per comunicare qualcosa gratuitamente, senza usare costosi sms o telefonate.
Gli operatori da anni stanno pensando ad una soluzione che consenta di contenere i costi derivanti dall'utilizzo degli squilli da parte degli utenti. Il problema riguarda soprattutto l'Africa. Un dossier Jonathan Donner per Reuters parla dell'uso degli squilli in Africa.
La popolazione africana che utilizza i telefoni cellulari è pari a 192 milioni di utenti (con una crescita del 50% dal 2001). In questo continente, a causa della povertà non tutti possono permettersi di ricaricare il telefono. Le chiamate "a vuoto" dovute agli squilli sono circa il 20 o 30 per cento del totale.
In Sudan stanno pensando ad una rete di connessione dedicata esclusivamente agli squilli che non intasa la rete tradizionale. In molti paesi invece già si pagano: 1 centesimo in Congo mentre in Kenya sono consentiti un massimo di cinque squilli al giorno.














